Per molto tempo abbiamo dato per scontata un’equazione:
più tempo lavorato = più risultati.
La mia esperienza mi ha insegnato che non è necessariamente così.
Da tempo sperimento una Smart Week personale: quello che nel mondo anglosassone viene chiamato 9-day fortnight.
Significa lavorare nove giorni anziché dieci ogni due settimane.
Non è semplicemente avere un giorno libero in più.
È soprattutto una conseguenza di una domanda molto più interessante:
come posso generare lo stesso valore eliminando una parte del tempo disperso?
Meno tempo disponibile cambia il modo in cui scegli
Quando sai di avere meno tempo, inizi inevitabilmente a guardare la giornata in modo diverso.
Non puoi più permetterti di trattare tutte le attività come se avessero lo stesso peso.
Ho imparato a:
- pianificare con maggiore intenzionalità;
- ridurre dispersioni e interruzioni;
- eliminare riunioni non realmente necessarie;
- proteggere le attività a maggior valore;
- dire più spesso “no” a ciò che non merita attenzione.
È uno dei paradossi più interessanti della Smart Week.
Avere meno tempo può aiutarti a usarlo meglio.
Non perché improvvisamente diventi più veloce.
Perché diventi più selettivo.
La vera domanda non è: quante ore lavori?
È facile misurare il lavoro attraverso il tempo.
Molto più difficile è chiedersi quanta parte di quel tempo genera realmente valore.
Quante ore vengono assorbite da riunioni che non producono decisioni?
Quante da email e messaggi controllati continuamente?
Quante da attività che continuiamo a svolgere per abitudine?
Quante volte interrompiamo un’attività importante per rispondere a qualcosa che appare urgente?
Prima di immaginare una settimana più corta, quindi, la domanda SMARTER® è:
dove si disperdono oggi tempo, attenzione ed energia?
Le pause non sono tempo sottratto alla produttività
Questa convinzione per me non nasce soltanto dalla Smart Week.
In un periodo difficile della mia vita, a causa di un problema alla schiena, potevo lavorare soltanto circa sei ore al giorno.
Inoltre dovevo interrompere il lavoro con frequenza e concedermi brevi momenti di recupero.
La cosa sorprendente fu accorgermi che, in quei mesi, riuscivo a produrre più risultati rispetto a periodi nei quali lavoravo otto ore o più.
Non perché sei ore siano sempre migliori di otto.
Ma perché avevo iniziato, per necessità, a proteggere molto meglio attenzione ed energia.
Il recupero non è necessariamente il contrario della performance.
In molti casi ne è una condizione.
Il tempo non basta: serve energia
Una delle convinzioni che SMARTER® mette in discussione è che basti “gestire meglio il tempo”.
Possiamo avere due ore completamente libere e non avere l’energia mentale necessaria per svolgere un’attività complessa.
Oppure possiamo avere un’ora di grande lucidità e produrre molto più valore.
Per questo una giornata efficace non dovrebbe essere progettata soltanto intorno agli spazi disponibili.
Dovrebbe considerare anche:
- qualità dell’attenzione;
- livello di energia;
- complessità dell’attività;
- necessità di recupero;
- priorità reale.
Tempo, energia e focus sono risorse inseparabili.
La Smart Week non dovrebbe essere un premio
Uno dei rischi è considerare la settimana corta semplicemente come un benefit.
Prima lavoriamo cinque giorni. Poi decidiamo di concederne quattro.
Ma se il sistema di lavoro rimane identico, il rischio è comprimere dentro meno tempo le stesse inefficienze.
Più pressione.
Più velocità.
Più intensità.
Non è questo il punto.
Per SMARTER® la Smart Week dovrebbe essere il risultato di un percorso:
rendere visibile la dispersione → riprogettare il lavoro → allenare nuovi comportamenti → misurare ciò che cambia → liberare tempo.
Solo dopo possiamo decidere come utilizzare il valore recuperato.
Quando recuperi tempo, recuperi anche vita
Il giorno libero che ho guadagnato ogni due settimane mi ha restituito qualcosa che avevo progressivamente sottovalutato.
Spazio.
Per leggere.
Per fare sport.
Per stare con la mia famiglia.
Per dedicarmi a progetti personali.
Ma soprattutto per recuperare.
E c’è un effetto interessante.
Quando torni al lavoro più riposato, presente e allineato con ciò che conta, cambia anche la qualità delle ore lavorative.
Non è quindi soltanto una questione di work-life balance.
La qualità della vita può diventare una variabile della qualità del lavoro.
Non tutte le aziende devono adottare la stessa Smart Week
La mia è una soluzione personale: nove giorni lavorativi ogni due settimane.
Per un’altra persona o organizzazione potrebbe funzionare un modello differente.
Quattro giorni.
Un venerdì corto.
Una riduzione progressiva dell’orario.
Giornate protette senza meeting.
Maggiore flessibilità accompagnata da nuovi standard di lavoro.
La Smart Week non dovrebbe partire dal calendario.
Dovrebbe partire dal lavoro reale.
Dal tipo di attività, dai clienti, dai processi, dai vincoli operativi, dalle persone e dagli obiettivi.
Prima di ridurre il tempo, bisogna recuperarlo
Questa è forse la lezione più importante che la Smart Week mi ha insegnato.
Non serve semplicemente togliere ore.
Serve capire quali ore non stavano generando abbastanza valore.
Ridurre dispersione.
Proteggere il focus.
Semplificare.
Accorpare.
Eliminare ciò che non serve.
Rendere più chiare le priorità.
Recuperare energia.
Solo allora il tempo liberato diventa reale.
Una domanda prima di cambiare settimana
Prima di chiederti se potresti lavorare quattro giorni, prova quindi a chiederti:
quante ore della mia settimana generano davvero valore?
E ancora:
- dove sto disperdendo più tempo?
- quali attività potrei eliminare o semplificare?
- quali riunioni potrebbero essere più brevi o non esistere?
- quanto spazio concedo al recupero?
- quali attività meritano realmente la mia energia migliore?
La Smart Week mi ha migliorato la vita.
Ma non perché mi abbia semplicemente regalato un giorno in più.
Mi ha costretto a diventare molto più consapevole del valore dei giorni in cui lavoro.
Ed è qui che la settimana corta incontra SMARTER®.
Non lavorare meno per fare le stesse cose più velocemente.
Lavorare meglio per recuperare tempo, energia e valore.
Se vuoi capire quanto tempo viene oggi disperso nel tuo lavoro o nella tua organizzazione, scopri il metodo SMARTER® oppure parliamone insieme.

